Quando nel 1969 Simon and Garfunkul cantavano Mrs Robinson menzionando il grande talento sportivo di Joe DiMaggio, veniva spontaneo per noi italiani chiedersi da dove veniva quel misto nome, un po' americano e un po' italiano... “where have you gone, Joe DiMaggio? A nation turns its lonely eyes to you...” cantavano: dove sei andato Joe DiMaggio? Una nazione volge i suoi occhi sperduti verso te. Come la magica palla che nel vento da lui guidata vagava, Joltin' Joe (così veniva affettuosamente chiamato) rappresenta molto più dell'atleta più famoso della storia sportiva americana. Era figlio della storia italiana, comune a molti, la storia di un Paese che lotta per sopravvivere e che è parte di un fenomeno che negli ultimi decenni dell'Ottocento ha visto partire milioni di italiani alla ricerca di migliori condizioni di vita in altri Paesi del mondo.

Il fenomeno migratorio è un fenomeno tanto antico quanto naturale, insito nella vita umana. Gli animali migrano, trasportati da quell'incredibile senso che solo il vento forse riesce a comprendere. Vanno, volano, compiono grandi distante, e poi tornano, rientrando nelle zone di partenza per compiere altre gesta donate loro da madre natura. In un circolo indotto da misteriose leggi naturali, legate nel profondo alla sopravvivenza, anche gli spostamenti delle popolazioni umane sono da considerarsi migrazioni. Difficoltà di carattere ambientale hanno caratterizzato i popoli indoeuropei a migrare verso l'Europa migliaia di anni fa, mentre il territorio indiano nasce dalle migrazioni provenienti dall'Africa, così come il fenomeno del colonialismo è sorto da esigenze diverse, di cui l'imperialismo ne è solo il motore più noto.

Viene facile associare i flussi migratori al vento. Sembra quasi normale confondersi nel guardare una mappa del mondo e vedere un intreccio di linee e frecce, itinerari e percorsi più o meno lunghi, più o meno antichi, più o meno voluti. Non sono le direzioni del vento, ma quelle dell'umanità intera, spostamenti che nel tempo hanno plasmato il pianeta di oggi. Le migrazioni dell'uomo, sia come conquista definitiva che come lenta infiltrazione culturale, insieme all'insediamento, hanno colpito tutte le grandi epoche storiche della terra. Il movimento delle popolazioni in epoca moderna ha continuato sotto forma di migrazioni volontarie (all'interno di ogni regione, Paese, continente ed oltre), e involontarie (è il caso per esempio della tratta degli schiavi). Immigrati emigrati, coloni, colonizzatori e conquistatori, a seconda del contesto storico cambiano circostanze e prospettive, ma la natura del movimento rimane la stessa. All'immigrazione di un Paese corrisponde l'emigrazione di un altro Paese, due facce della stessa medaglia. Due aspetti della stessa realtà, l'uno non può esistere senza la presenza dell'altro.

Capire il grado di complessità dei fenomeni migratori induce a ricercare altri fattori altrettanto complessi, legati un tempo a fenomeni geografici, oggi arricchiti di cambiamenti economici e politici, ma anche sociali e morali avvenuti in alcune zone del pianeta e capaci di influenzare le economie nazionali e globali. Il fenomeno migratorio pone oggi importanti quesiti, legati al concetto di libertà e di restrizione, ed è con queste problematiche in mente che andiamo ad esplorare il fenomeno italiano in dettaglio, seguendo il percorso offertoci dalla storia...